Sei all’ancora in una caletta, con ospiti a bordo, caldo e aria condizionata accesa. All’improvviso il generatore si spegne e le luci si abbassano. In un attimo capisci che la serata in rada è finita e che domani dovrai cercare un tecnico in un porto che non conosci. Il generatore di bordo non è un accessorio: deve funzionare proprio quando serve di più.
Mi occupo di generatori da oltre 10 anni: prima come centro di assistenza in garanzia autorizzato PRAMAC, FOGO e HIMOINSA, oggi su yacht e barche in Sardegna e in tutta Europa. Eseguo tagliandi, rimessaggio, diagnosi dei guasti, interventi sulla parte elettrica del generatore e la sua integrazione con l’impianto di bordo.
Il guasto di un generatore si trova molto spesso al confine tra meccanica ed elettricità. Non parte perché la batteria di avviamento o un relè sono guasti. Si spegne perché il sensore di temperatura reagisce a un filtro dell’acqua intasato. Dà una tensione instabile perché il regolatore AVR non funziona o il motore non tiene i giri. Il meccanico cerca nel motore, l’elettricista nell’impianto, e l’armatore paga due interventi. Io conosco entrambi i lati: per anni ho seguito gruppi elettrogeni di emergenza per esercito, ospedali e pronto soccorso, dove il generatore non poteva fermarsi. Cerco il guasto con metodo e strumenti di misura, non sostituendo pezzi a caso.
Tagliando secondo il piano del costruttore: cambio olio e filtri, girante della pompa dell’acqua di mare, anodi, cinghia, controllo del gomito di scarico e dello scambiatore, infine prova sotto carico con misura di tensione e frequenza. Prima dell’inverno proteggo il generatore: olio nuovo, lavaggio del circuito acqua di mare, rimozione della girante, controllo del liquido di raffreddamento e della batteria. In primavera la rimessa in servizio, nuovi filtri gasolio e prova di avviamento da tutte le postazioni, perché il generatore parta al primo colpo.
Il generatore gira ma non parte. Si spegne dopo pochi minuti o quando si accende l’aria condizionata. Si surriscalda, fuma o scarica poca acqua. Le luci tremolano e gli apparecchi a 230 V lavorano in modo irregolare. Ognuno di questi sintomi ha diverse possibili cause, dal gasolio con aria alla girante della pompa, fino a sensori e protezioni. Le verifico una alla volta, con strumento e schema, e riparo ciò che è davvero guasto.
Regolatore di tensione AVR, eccitatrice, spazzole, misure di isolamento degli avvolgimenti, pannello di controllo, avviamento automatico e commutatore delle fonti banchina / generatore / inverter. Sempre più spesso il generatore lavora insieme a un sistema Victron e a batterie al litio LiFePO4: così funziona meno ore ma con il carico giusto, dura di più e regala silenzio in rada. Progetto e realizzo questi collegamenti perché tutte le fonti di energia lavorino insieme.
Molti armatori hanno un generatore troppo grande, che lavora a basso carico e si rovina, oppure troppo piccolo, che si spegne con l’aria condizionata. Parto dal bilancio energetico della barca: quali utenze, per quanto tempo, da quale fonte. Su questa base scelgo la potenza e spesso propongo un generatore più piccolo insieme a un accumulo di energia. Poi installazione, collegamento elettrico, collaudo e documentazione.
Ogni tagliando e ogni riparazione si chiude con un rapporto fotografico: cosa ho controllato, cosa ho sostituito, cosa è in ordine e cosa conviene programmare prima della prossima stagione. Ricevi anche le ore di funzionamento e la data del prossimo intervento. Non devi chiederti se il generatore reggerà la stagione: lo sai in anticipo, anche dall’altra parte d’Europa.
Lavoro con generatori Onan (Cummins), Kohler, Fischer Panda, Northern Lights, Mase, Paguro, Westerbeke, Vetus e Whisper Power, oltre ai gruppi elettrogeni PRAMAC, FOGO e HIMOINSA. La mia base è a Cagliari e intervengo in tutta la Sardegna. Per barche in altri paesi, Italia, Croazia, Grecia, Spagna, Francia e Canarie, arrivo in aereo con l’attrezzatura diagnostica.
Di solito ogni 100–150 ore di funzionamento oppure una volta all’anno, a seconda di cosa arriva prima. Il piano preciso dipende dal modello e lo adatto a quanto usi il generatore durante la stagione.
Spesso è l’effetto di lunghe ore di funzionamento a basso carico. Aiuta far lavorare il generatore con un carico maggiore oppure cambiare il sistema di ricarica, per esempio con batterie al litio. Prima però verifico che la causa non siano il filtro dell’aria, gli iniettori o un sovraccarico.
Se la barca resta in acqua e il generatore non è stato messo in rimessaggio, conviene avviarlo una volta al mese per almeno un’ora sotto carico. Se non è possibile, è meglio proteggerlo per l’inverno: posso occuparmi di entrambe le cose.
Le riparazioni durante la garanzia del costruttore le eseguo in collaborazione con il concessionario autorizzato. Tagliandi, diagnosi e riparazioni fuori garanzia li eseguo direttamente.
Sì. La mia base è la Sardegna, ma raggiungo barche in tutto il Mediterraneo, alle Canarie e in Europa. Per le trasferte fatturo almeno una giornata di lavoro sul posto. Prima faccio una diagnosi a distanza per portare i ricambi giusti.
Torniamo alla sera in rada e al silenzio dopo lo spegnimento del generatore.
Puoi sperare che regga un’altra stagione, oppure sapere che è controllato, revisionato e pronto a lavorare.
Se preferisci la seconda opzione, scrivimi: modello del generatore, ore di funzionamento e dove si trova la barca.
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